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::: GRUPPO ADOLESCENTI - in ascolto (livorno) :::

Slogan: YES, WE ON AIR!

Presentazione
Gli adolescenti: già, un mondo tutto da scoprire…
Ma che cosa conosciamo veramente degli adolescenti? E soprattutto, quanto loro vogliono farsi conoscere? È una sfida di oggi cercare di dialogare con il mondo degli adolescenti, ma lo è sempre stato. Perché adolescenti vuol dire persone che crescono, che rimettono in discussione se stessi e la realtà circostante, vuol dire persone che cercano punti fermi. E poi ancora: persone per le quali sembrano non esistere limiti nelle nuove frontiere della comunicazione, ogni volta che nasce un nuovo mezzo per comunicare, gli adolescenti lo fanno proprio subito mentre gli adulti faticano ad adattarsi al cambiamento.
Una grande occasione viene offerta: quella di confrontarsi direttamente tra adolescenti e adulti educatori. Domande faccia a faccia, reciproche. Loro a noi e noi a loro, ecco un modo schietto e leale per comunicare.
Ma adolescenti significa anche gruppo. Gruppo che si forma nel modo più vario, gruppo dove ognuno segue un codice non scritto ma ben definito tra i membri. Una piccola forma di società transitoria, destinata a durare in un arco di tempo delimitato, ma al cui interno nascono anche legami più duraturi (amicizie, love-story…) e che sembra sfidare la tendenza di molte persone a chiudersi in se stesse. Già, perché il gruppo è il luogo dove gli adolescenti si aprono, ma è anche il luogo dove si impara, anche a costo di fare molti errori, a ragionare con la propria testa. Tutto questo se il gruppo è ben condotto e valorizzato, non se è lasciato a se stesso.

Domande
Conosciamo veramente gli adolescenti? Chi sono?
Quanto vogliono farsi conoscere?
Come scoprire le chiavi giuste per entrare nel loro mondo?
Quanto è importante una figura adulta perché l’adolescente si apra?
Come comunicano tra loro e con gli adulti gli adolescenti?

 

 

::: CORPO - come ARTE (pescia) :::

SLOGAN
Corpo come tempio dello spirito.

PRESENTAZIONE
Se l’Arte è la forma più alta della comunicazione il corpo può essere uno strumento di linguaggio importantissimo per l’elevazione umana.
Un’opera d’arte perché sia tale deve avere la caratteristica del Bello,Buono e Vero che gli danno la possibilità dell’Eternità.
L’Esteticità (bello), la Solidarietà (buono), la Giustizia sociale (Vero) trovano il loro fondamento se vissute nell’ottica del Vangelo così da poter incidere nel nostro tempo nella storia.

DOMANDA
E’ vero che l’Arte e soprattutto quelle che si basano sui linguaggi non verbali possono essere strumento d’eccellenza per superare le diversità culturali,sociali di appartenenza creando così una “comunicazione universale”?

 

 

::: MODA (prato) :::

Slogan – L’abito... fa il monaco?

Presentazione -
La moda è da considerarsi un dato culturale, antropologico. L'abito, il vestito (e quindi di conseguenza la moda) è uno dei mezzi di comunicazione "non verbale" più antico, più diffuso e più immediato per trasmettere chi siamo.
Ma la parola moda significa "misura", "equilibrio". A questo significato si connette il senso del pudore, che in noi nasce come istinto (all'età di 2-3 anni), può crescere come virtù, ma lo si può anche perdere.
Attraverso il vestire, dunque, noi diciamo noi stessi, comunichiamo agli altri ciò che vogliamo far apparire di noi; in qualche modo, diciamo loro come vogliamo essere considerati.

Il laboratorio sarà articolato in quattro momenti: dopo un’iniziale brainstorming su che cosa sia la moda ed in che senso possa essere un mezzo di comunicazione, si darà spazio alla testimonianza di una giovane modellista, che illustrerà le modalità di scelta degli stilisti in riferimento al target giovanile, quale immagine di giovane c’è dietro le loro idee. Quindi i partecipanti saranno invitati ad esprimere sentimenti ed emozioni attraverso una improvvisata sfilata e la “costruzione” di modelli di abiti.
Si concluderà con un dibattito sul rapporto tra gusti dei giovani e moda: sono i giovani ad orientare la moda o piuttosto è la moda che impone un certo gusto? È allora possibile comunicare qualcosa di sé nell’uniformità del vestire?

Domande
Cos’è la moda? È una forma di comunicazione? In che senso?
Se è vero che con l’abito dico qualcosa di me, che senso ha vestire tutti allo stesso modo?
Quanto è importante aver “quel” vestito o “quel” particolare oggetto, e perché?
La moda rispecchia i nostri gusti oppure impone modelli da imitare?

 

 

::: WEB e TELEFONIA (san miniato) :::

PRESENTAZIONE
Sua Santità Benedetto XVI, nei messaggi divulgati in occasione delle ultime Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali ha prestato molta attenzione ai nuovi media, telefonia e internet in particolare, artefici del cambiamento del volto stesso della comunicazione. L’accessibilità di cellulari e computer, unita alla portata globale e alla capillarità di internet, ha creato una molteplicità di vie attraverso le quali è possibile inviare, in modo istantaneo, parole ed immagini ai più lontani ed isolati angoli del mondo. Le nuove tecnologie hanno anche aperto la strada al dialogo tra persone di differenti paesi, culture e religioni.
La nuova arena digitale, il cosiddetto cyberspace, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso.
Il concetto di amicizia è una delle più nobili conquiste della cultura umana. Occorre essere attenti a non banalizzarlo. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano. L’amicizia è un grande bene umano, ma sarebbe svuotato del suo valore, se fosse considerato fine a se stesso. Gli amici devono sostenersi e incoraggiarsi l’un l’altro nello sviluppare i loro doni e talenti e nel metterli al servizio della comunità umana.

DOMANDA
Noi giovani cattolici vogliamo accogliere l’esortazione del Santo Padre Benedetto XVI a portare nel mondo digitale la testimonianza della nostra fede cercando di introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la nostra vita. Nel messaggio dell’ultima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali il Papa ci ha ricordato che, come nei primi tempi della Chiesa l’evangelizzazione degli Apostoli e dei loro discepoli, nel mondo greco romano, per essere fruttuosa, richiese l’attenta comprensione della cultura e dei costumi di quei popoli pagani nell’intento di toccarne le menti e i cuori, così ora l’annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo. Cosa può fare concretamente chi, come noi, animatore, educatore o responsabile, è a stretto contatto con il mondo giovanile, utilizzando i vari social network e il mondo del web per rendere “meglio visibili i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana”?

 

 

::: CINEMA (firenze) :::

SLOGAN
· Do-re-ciak … Gulp!
· Cine … ma?
· Si gira! … Dall’immagine allo sguardo

PRESENTAZIONE

SOTTOTITOLO
Cinema?? “Francamente me ne infischio!”
A meno che tu non sia Clark Gable in “Via col vento” … Non ti resta che entrare!

DESCRIZIONE DELL’AMBITO
Buio in sala, emozioni e pop corn … Pensi che il cinema sia solo questo? Parliamone … In circa 100 anni di pellicole il cinema si è affermato come la settima arte, con un linguaggio proprio che dobbiamo imparare a conoscere!

“Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate” (Alfred Hitchcock): I giovani ed il cinema: odio. amore o indifferenza?

Cineforum: ti viene in mente solo il povero Fantozzi costretto dal professor Riccardelli a vedere « L'uomo di Aran di Flaherty – nove tempi –, ma soprattutto il più classico dei classici, La corazzata Potemkin – diciotto bobine»? Discutiamone…. Un film ha tutto un altro valore se visto e, soprattutto, riflettuto insieme ad altri … .

DOMANDE
Si può ancora parlare di cinema oggi? O sarebbe meglio dire linguaggio audiovisivo? Cartoni animati, videoclip, cortometraggi, Youtube: secondo te cosa c’entrano col cinema? Confrontiamoci … .

Ed infine: Quando la parrocchia diventa un set … Si può fare formazione e pastorale giovanile usando il cinema?

[Stefano Liccioli potrebbe parlare della sua esperienza, un cortometraggio realizzato con i ragazzi della parrocchia, una forma di catechesi e di pastorale]

FRASI PER ATTIVARE LA DISCUSSIONE
“E' assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla tv” (Woody Allen).
“Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile” (Ennio Flaiano).

Ulteriori domande Cinema
· “Quale film ti piace (oppure hai visto) e perché?”
· “Come scegli un film al cinema?”
· “Quale film ha dato ai tuoi occhi un’immagine capace di aprirti lo sguardo?”
· “Sapresti dire un bel messaggio che hai appreso dal cinema?”
· “Cos’è per te cinema?”
· “Il cinema è evasione o richiamo alla realtà?”
· “Hai mai pensato che ogni immagine girata parte da un atto creativo, intimo?”

 

 

::: PUBBLICITA’ e FOTOGRAFIA (massa carrara) :::

SLOGAN
Quando l'immagine diventa illusione?

I partecipanti verranno divisi in piccoli gruppi di lavoro (7/8 persone al massimo) che affronteranno entrambe le tematiche.

PRESENTAZIONE
Relativamente alla Pubblicità lavoreremo sulla differenza tra pubblicità che informa e pubblicità che crea il bisogno (nella persona) per vendere il prodotto. Per fare questo, fatta una piccola introduzione, forniremo ai partecipanti una serie di riviste su cui dovranno scegliere delle inserzioni secondo il criterio succitato (informa o crea il bisogno), per poi ritagliarle e attaccarle su un cartellone. Ogni partecipante dovrà motivare le proprie scelta al gruppo. Al termine del lavoro manuale il gruppo potrà riflettere su quali siano i sentimenti e i valori sui quali la pubblicità cerca di fare leva.

Analizzando il tema Fotografia abbiamo individuato tre punti di interesse
1) Uso del fotoritocco
conseguente creazione di modelli estetici inesistenti nella realtà
2) Uso di immagini Shock - Quando è giusto e quando no
campagne per la sicurezza stradale, campagne per vendere maglincini
3) Utilizzo di immagini "taroccate" per fare informazione
in particolar modo riguardi ai reportage sui luoghi di guerra

 

 

::: CARTA STAMPATA quotidiani (volterra) :::

Presentazione

Il giornale, rispetto agli altri mezzi di comunicazione dei nostri giorni è forse quello che da più tempo è presente nella vita delle persone. Negli ultimi cinquanta anni abbiamo assistito ad una straordinaria evoluzione dei media, come ad esempio la televisione e alla nascita di nuovi strumenti mediatici, come il fenomeno importante di internet. Il giornale, invece conserva ancora, nonostante qualche modifica, la sua fisionomia e le sue caratteristiche iniziali.
La comunicazione del Vangelo, fedele alla sua propria identità, si serve da sempre delle potenzialità insite nei mezzi di comunicazione di massa, dai tradizionali ai più moderni e all’avanguardia.
Il laboratorio si propone, attraverso l’ausilio di alcuni esperti del settore giornalistico, di indagare i possibili limiti e le potenzialità del mezzo in sé e in riferimento alla sua capacità di trasmettere i contenuti del messaggio evangelico.
In un mondo mutevole e in continua evoluzione cercheremo di rispondere alla domanda di quale spazio e ruolo possa rivestire un mezzo di comunicazione come il giornale che è rimasto ancorato almeno formalmente ai suoi connotati originari.

Domanda

In un mondo mutevole e in continua evoluzione quale spazio e ruolo può rivestire un mezzo di comunicazione come il giornale che è rimasto ancorato almeno formalmente ai suoi connotati originari? E’ ancora efficace? Come e in che misura il messaggio evangelico può valersi di questo mezzo per la sua diffusione?

 

 

::: CARTA STAMPATA riviste (fiesole) :::

PRESENTAZIONE
L'attività del laboratorio partirebbe dalla consultazione di alcuni settimanali d'attualità. Sarebbe opportuno che ognuno dei partecipanti arrivasse con una rivista qualsiasi, che si occupi di qualsiasi argomento, dall'attualità in generale a un argomento specifico.
Il laboratorio potrebbe così partire da un dialogo con i ragazzi sugli argomenti presenti sulle riviste, sulle ragioni della loro scelta, su cosa leggono ecc, su quanto capiscono in più di ciò che accade dopo aver letto l'articolo.

Da questo dialogo si dovrebbe arrivare a trattare di alcune grandi problematiche odierne, sul rapporto tra carta stampata e giovani:

1. Il grande problema del rapporto tra chi fa comunicazione (che ha il coltello dalla parte del manico) e chi la riceve (che invece sembra dover subire senza reagire). È l’eterno problema che si presenta ai fruitori dei media, a chi sta dall’altra parte dello schermo, del giornale o della radio. Il consumatore dei media può pretendere di essere attivo nei confronti di essi? Un’etica che permetta di valorizzare l’uomo, di rispettare la sua integrità è possibile?

2. Un'altra pista da trattare è quella che Giorgio Bocca chiama l'era dell'eccesso. Egli scrive: “Nell’era delle notizie, nessuno sa niente”. Questo problema consiste nel fatto che ormai abbiamo a disposizione una quantità incredibile di informazioni, anche dalle riviste, basta entrare in un'edicola “per capire che non ci si capisce niente” spesso si raggiunge addirittura l’impossibilità di ragionare con la propria testa, e si è annichiliti dal medium stesso, ingabbiati, schiavizzati. Come reagire?

3. Un'ultima pista sarebbe quella del rapporto tra carta stampata e televisione, oramai sempre più stretto, e capire così le dipendenze della stampa dalla televisione e quanto questa dipendenza aiuti o meno la ricerca personale e comunitaria del vero senso del fare comunicazione.

 

 

::: RADIO e MUSICA (pistoia) :::

SLOGAN
Dove ci sono i giovani, c'è sempre qualcosa che suona.

PRESENTAZIONE
La musica è ancora un veicolo di comunicazione a cui i giovani sono aperti e attenti. Ai ragazzi piacciono le canzoni perché parlano di cose attinenti alla loro vita, di cose che Ii interessano e che Ii riguardano. Noi, come Chiesa, siamo capaci di fare altrettanto? Ci dobbiamo chiedere: cosa rappresenta oggi Ia musica nel mondo giovanile? Per prima cosa bisogna capire che le canzoni sono un linguaggio e non un prodotto. E come linguaggio Ia canzone ha in dote funzioni espressive, comunicative, relazionali: apre una finestra sull'anima, quindi entra dentro I'intimo di ogni persona; lega tra loro dal di dentro i protagonisti di ogni canzone, autori, musicisti, interpreti, pubblico... Da più parti si sente dire che i giovani oggi non parlano di se, appaiono chiusi ed è difficile il dialogo con loro. Ma dobbiamo tenere presente che il mondo giovanile è immerso in un mondo comunicativo diverso da quello degli adulti. Dobbiamo saper cogliere che un giovane ti risponde alla domanda "Chi sei? Come stai? Che ti capita? Come te la passi" dicendoti qual è Ia sua canzone preferita. Attenzione ai giovani significa attenzione alla musica dei giovani, specificando che il rapporto tra Fede e Vita rappresenta una delle sfide prioritarie di questa società e che Ia musica deve quindi rappresentare proprio nel rapporto tra Fede e vita un mezzo per stimolare riflessioni serie e prospettive nuove.

DOMANDA
Come possiamo utilizzare Ia musica per far passare un messaggio positivo, per mandare a casa i ragazzi un po' più felici e un po' più inquieti, con qualche emozione bella e con qualche domanda in più, con il desiderio e Ia consolazione di una speranza sensata?

 

 

::: REALITY TV e TALK SHOW (pisa) :::

SLOGAN: PIANGERE (E RIDERE)
IN DIRETTA TV

PRESENTAZIONE

REALITY SHOW
Il reality show (dall'inglese, traducibile come spettacolo della realtà, spesso semplicemente abbreviato reality) è un genere di programma televisivo in cui sono trasmesse situazioni drammatiche e umoristiche non dettate da un copione ma che i protagonisti sperimentano esattamente come fosse la loro vita reale. Attorno a queste situazioni si costruisce una struttura di nomination ed eliminazioni, di commento e critica, per cui alla fine tra i protagonisti che hanno partecipato al programma viene eletto, solitamente dal pubblico televisivo, un vincitore, cui spetta un premio molto appetibile (in genere grosse somme di denaro, contratti televisivi o discografici ecc.).
Sebbene i reality show siano nella scena televisiva sin dagli albori della televisione, solo verso la fine degli anni novanta riscossero un'imprevedibile popolarità. Parallelamente al successo del genere, si accompagnò un'ondata di contestazioni: stando alle critiche i reality show mostrano una realtà ben distante da quella tangibile nella vita di tutti i giorni per via di una potenziale manovrabilità delle situazioni da parte della regia, nonché a causa della costante presenza di telecamere e microfoni; in secondo luogo trasmettono messaggi amorali, inadatti ad un pubblico giovanile e comunque riconducibili all'estetica del trash.
In Italia, come in molti altri Paesi, il reality show è stato importato grazie a format stranieri (basti pensare a "Grande Fratello") in cui è prevista la partecipazione di persone ordinarie, senza particolari esperienze televisiva. Tuttavia, in netto contrasto con il mondo anglosassone, in Italia si è registrato via via una curiosa e crescente attrazione soprattutto per quelli spettacoli in cui i protagonisti sono VIP e, al contempo, si è verificato un graduale disinteresse per i reality in cui figuravano persone comuni. Tant'è che la sproporzione tra i primi e i secondi al 2005 era nettamente in favore dei primi.

TALK SHOW
Il talk-show (termine di lingua inglese che significa spettacolo di conversazione o programma di parole) è un genere di programmi televisivi di stampo giornalistico basato su interviste e dialoghi tra un giornalista o presentatore e uno o più intervistati o ospiti del programma, invitati a discorrere di qualsiasi argomento: la vita privata; le esperienze personali e sentimentali; politica; eventi di qualsiasi genere; ecc.
La finalità in genere è quella dell'intrattenimento, dove l'ospite rende pubblica, di fronte alle telecamere e agli spettatori, la propria concezione riguardo l'argomento.
Famosi talk-show sono Maurizio Costanzo Show, di Maurizio Costanzo (promotore di questa forma di intrattenimento con Bontà loro) e Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio.
Numerosi sono i talk-show che vengono inseriti da quasi tutte le emittenti nel palinsesto giornaliero.

EMOZIONI E SENTIMENTI: UN TEMPO ERANO BANDITI DAL PICCOLO SCHERMO, OGGI SONO IL PIATTO FORTE DI OGNI PROGRAMMA. E COSÌ SCATTA L’IDENTIFICAZIONE DELLO SPETTATORE
Capita sempre più spesso di rivedere, in tv o nel web, spezzoni dei programmi di una volta. ln quelle immagini manca qualcosa, e non è soltanto il colore che ancora non era arrivato: mancano le emozioni, la disponibilità a mostrare i propri sentimenti. ln un certo senso, il vestito buono che si indossava per affrontare le telecamere serviva anche a nascondere il proprio stato d'animo. ln quegli anni, una persona beneducata non avrebbe mai tradito apprensione, né avrebbe gioito in modo evidente. Di sicuro, non avrebbe perso la pazienza in pubblico. Non stava bene, non si faceva.
E adesso un bel salto in avanti, nella tv dei nostri giorni. Provate a immaginare un quiz come "Chi vuol essere milionario" o un game show come "Affari tuoi" in cui i concorrenti si comportino nella stessa maniera compassata. lmpossibile, vero? Perché programmi come questi e, più in generale, tutta la televisione attuale si nutrono delle emozioni provate dalle persone, si basano sul disvelamento dei loro sentimenti. Che possono essere abbastanza elementari nel caso di un quiz (felicità per la vittoria, delusione per la sconfitta), ma risultano molto più complessi in programmi come "Uomini e donne", dove tronisti e corteggiatrici convocati alla corte di Maria De Filippi fanno a gara nell'analizzare le sfumature del comportamento altrui.
Resti di una psicologia che sarebbe già spicciola di suo, e crollo definitivo di ogni barriera tra realtà e finzione. Cosa altro attira in questi programmi TV? Così rispondono alcuni giovani intervistati: “puoi vedere come la gente reagisce di fronte alle situazioni”; “si vedono reagire dei personaggi famosi di fronte a varie difficoltà”; “nel reality c’è proprio la vita e come affrontare la vita in diverse situazioni”.
Ora, il problema non è che non ci sono più le buone maniere di una volta. Dal punto di vista educativo la questione è che, nel loro esibire il racconto dei sentimenti, i media di oggi si propongono come modello se non addirittura come scuola di vita. Non per niente, un altro grande successo targato Maria De Filippi è "Amici", ossia una scuola molto particolare, in cui si insegna a valorizzare l'eventuale talento, si contestano i professori e i sentimenti danno spettacolo. E siccome tutti noi proviamo sentimenti, l'immedesimazione è garantita e l'imitazione diventa più che probabile, specie da parte dei soggetti più sprovveduti (che non sempre, ammettiamolo sono i più giovani).
lnsomma, se in tv c'è gente come me, perché io non posso essere come quelli della tv?

DOMANDA: Perché sembra essere meglio vivere la vita di altri?

 

 

::: TEATRO (siena) :::

Presentazione

Il Teatro è luogo di espressione della profondità dell’animo umano e delle relazioni tra gli uomini. Il linguaggio di scena perciò aiuta sia l’introspezione, la scoperta di sé, che il chiarimento dei rapporti con l’altro. Oltretutto questo avviene in modo plurisensoriale, mettendo in gioco i sensi e i linguaggi dell’uomo, dalla parola, alla vista, all’udito, alla musica, al tatto (almeno per gli attori). Mettendo in luce le caratteristiche dell’umano, il Teatro permette di scoprire l’immagine di Dio in lui scolpita, e la sete di Dio che alberga nel cuore dell’uomo.
Il taglio che si vuole dare al laboratorio, avvalendosi della collaborazione con un’attrice professionale, è quello di coinvolgere i ragazzi in una breve esperienza teatrale, per permettere loro di cogliere o almeno intuire le varie possibilità del teatro come strumento di comunicazione.
L’intenzione è quella in particolare di mettere in luce la relazione padre – figlio, prendendo come spunto un dramma contemporaneo. Oltre a trattarsi di un tema cui nessuno è estraneo, il legame di ognuno con il proprio padre trova un termine di paragone con il rapporto “ideale” tra il Figlio Gesù Cristo e Dio Padre.

Domanda

Alla ricerca di me stesso, affacciandomi alla parte più segreta e più vera della mia anima. Alla ricerca dell’altro, cercando di capire qual è il mio legame con lui quanto e perché è così importante per me.

In fondo a me stesso, nell’infinità delle mie aspirazioni, scopro l’immagine di Dio? Scopro che l’altro di cui ho davvero bisogno è l’Altro, è Dio?

 

 

::: VIDEOGAMES e CARTE (arezzo) :::

SLOGAN
"LIFE IS SHORT… PLAY MORE"
la vita è breve… gioca di più (Console XBOX 360 - Microsoft)

PRESENTAZIONE
Il gioco è una componente fondamentale di ogni creatura.
I segreti della nostra epoca sono codificati nei giochi che facciamo e in questo contesto i videogiochi sono una forma d'arte espressiva e rappresentativa molto complessa e potente.
Rappresentano le nostre convinzioni e i nostri atteggiamenti.
Ci aiutano ad avere una percezione della realtà come ce la offrono la musica, i libri, la TV.

L'utilizzo dei videogiochi all'interno di attività animative deve essere inteso come momento di condivisione e di gruppo in cui si condividono pratiche di gioco e momenti riflessivi.
Motivazione, sensibilizzazione , orientamento, integrazione , aggregazione, partecipazione, connessione, cooperazione, educazione, apprendimento sono gli obiettivi principali della nostra attività video-ludica.

DOMANDA
giocATTORI o spettATTORI... riusciamo a mettere in PAUSA per capire chi siamo ?
Pass to the next level... i videogiochi ci aiutano a scegliere e a desiderare veramente il livello "superiore"?